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La risorgenza di capo d’acqua - cave diving
by admin ·
Dopo la bella esperienza di una settimana fa alla risorgenza di capo d’acqua, abbiamo deciso di tornare anche il sabato successivo, ci organiziamo durante la settimana con il gli amici del team, e alla fine dopo telefonate, messaggi, e simili dovremmo essere Io, Rolando, Maurizio, e Antonio.
Anche sta volta, nonostante ci abbia messo tutto l’impegno possibile, arrivo all’appuntamento con 10 minuti di ritardo, Rolando è li ad aspettarmi, ci salutiamo, e mi comunica che saremo solo io e Lui, visto che Antonio e Mauss (Maurizio) hanno deciso di andare il giorno successivo…mi dispiace per gli amici assenti, ma l’idea di un tuffo con il “maestro Rol” (Rolando oltre ad essere un amico, è anche il mio istruttore) alla risorgenza di Capo d’acqua mi esalta subito… e penso “oggi faremo un gran tuffo”, e ne ho l’immediata conferma; infatti Rolando, prima di salire in macchina, mi dice “Max sei pronto? Oggi ci divertiamo!”, gli rispondo di essere prontissimo, e saliamo in macchina; dopo aver fatto una rapida colazione (che ho dovuto pagare visto il ritardo all’appuntamento!), arriviamo sul punto di immersione.
La giornata è un po’ uggiosa, il sole è li, si intravede, ma un po’ di foschia ci impedisce di godere del suo calore; infatti fa abbastanza freddo, controlliamo la situazione della risorgenza, sembra ottima, forse un po’ più di riflusso, ma poca roba.
Iniziamo a preparare le attrezzature, la nostra configurazione prevede un BIBO 12+12 caricato con aria (che utilizzeremo solo come scorta gas in caso di emergenza) e 2 S80 con Ean32 (per la penetrazione); effettuiamo un accurato briefing,in cui stabiliamo le procedure di progressione, le procedure di gas switch, e soprattutto ci poniamo come obiettivo di arrivare fino alla fine della grotta, o meglio fino alla fine del percorso guidato dalla sagola madre.
Dopo poco siamo in acqua, mentre io finisco di prepararmi, Rolando posiziona lo spool, che permette di avere una via di ritorno, poiché i primi metri della grotta non sono sagolati; in poco tempo lo spool è fissato, Rolando riemerge e mi segnala che la visibilità è ottima, e che c’è una trota proprio all’entrata della grotta; dopo esserci dati gli ultimi check sgonfiamo i GAV e via iniziamo la penetrazione.
Le sensazioni sono diverse da quelle di una settimana fa, so già cosa mi aspetta, ma la mia attenzione è sempre massima, arriviamo rapidamente alla prima bolla d’aria, ma sta volta non riemergiamo, come sabato scorso, ci diamo un rapido check, effettuiamo il cambio gas, prendendo la prima delle 2 S80 con l’EAN32.
Si parte, procediamo con una buona andatura, come da accordi, di tanto in tanto, segnalo con il fascio di luce della mia lampada il classico OK alla sinistra di Rolando, che mi precede di poco, ed ovviamente lui mi risponde con un OK di conferma; sono concentrato sul percorso, e questa volta mi accorgo di dettagli che durante la scorsa immersione avevo tralasciato.
Dopo aver percorso poco più della metà della grotta, ci fermiamo controlliamo il GAS e anche se abbiamo ancora più di 100 BAR decidiamo di effettuare lo switch alla seconda S80, per non avere problemi in seguito e poter proseguire spediti; dopo esserci sistemati riprendiamo la nostra esplorazione, arriviamo in un punto molto stretto, in cui per passare devo faticare un po’, ma riesco senza particolari problemi, poi Rolando mi segnala una cosa molto importante, ci sono 2 jump direttamente collegati alla sagola madre (cosa molto grave in grotta, poiché nel caso di ambiente ostruito e necessità di uscire solo facendo affidamento sulla sagola madre, avere delle altre cime attaccate non è cosa buona!), mi fa notare la differenza di spessore delle sagole, gli rispondo con un OK deciso, avevamo già parlato della cosa anche durante in briefing.
Riprendiamo la penetrazione, e arriviamo in un punto molto suggestivo dove la grotta si apre notevolmente, ed io che seguo ROL penso “Cavolo ci voleva una bella macchina fotografica!” … andiamo avanti e dopo poco la sagola termina, la nostra progressione è finita, nel punto in cui muore la sagola madre, la grotta si stringe molto, forse troppo e la prima cosa che penso… “chissà che c’è di la oltre la strettoia? “, ma abbandono i miei pensieri e mi concentro per il rientro.
Il ritorno scorre veloce, non abbiamo nessuna difficoltà ci fermiamo a fare la sosta di sicurezza a 3 metri, durante la quale, per far passare i 3 minuti velocemente decido di provare la mia torcia di backup, visto che la porto sempre con me, ma non l’ho mai usata sott’acqua!
Prima di uscire ricevo i complimenti di Rolando, mi stringe la mano e mi sorride, questo semplice gesto mi rende felice, anche se, essendo un “pivello”, ho ancora molto da imparare, oggi so’ di aver fatto un immersione per me “importante”!
Ho scritto questo breve racconto con l’idea ed il desiderio di trasmettere, a tutti voi che leggete il nostro sito web, le meravigliose sensazioni ed emozioni che si provano li sotto!
Prima di concludere vorrei ringraziare Rolando per la splendida immersione svolta, e ci tengo anche tanto a sottolineare una cosa, per poter rendere perfetta l’ immersione spero di andare dentro questa grotta, anche con il mio amico/buddy e quasi fratello Maverick!
Un abbraccio a tutti,
MaxDT




